frammenti di storia di una scuola

dicembre 15, 2007

Perchè un blog?

Filed under: Senza Categoria — izzos @ 7:38 pm
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2054883048_402b4851e4.jpgSull’onda dell’entusiasmo che la festa del trentennale mi ha lasciato, ho deciso di aprire un blog perchè aver rivisto gli ex-compagni e professori, aver visto le foto e soprattutto dopo aver letto le testimonianze di qunati hanno contribuito alla realizzazione del libro, mi sono affiorati tanti…… tantissimo ricordi, e mi è venuta voglia di scriverli e di condividerli. Magari anche ad altri è venuta la stessa voglia, e allora forza contribuiamo tutti a rendere i ricordi sbiaditi una fotografia nitida…………

Buon lavoro.

 P.S.: I migliri complimenti a Roberto Venturin e quanti hanno collaborato alla riuscita di un evento che a mio giudizio lascerà il segno.

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20 commenti »

  1. bella l’idea del blog cmq ricordo benissimo quella scritta sul muro esterno della scuola ma ricordo anche che fu coperta per riapparire dopo un po’ con ” TI RIAMO FERNANDA”

    Roberto

    Commento di Roberto — dicembre 16, 2007 @ 3:33 pm | Rispondi

  2. Che serata bellissima ed emozionante quella di venerdi’… con un solo difetto: troppo breve! Sento un affetto profondo per i miei compagni di scuola: da abbracciarli e riempirli di baci, uomini e donne insieme! L’izzos mi ha dato veramente tanto, e se sono come sono, lo devo anche ad essa e a tutta la gente che ha reso possibile la sua esistenza.

    Un abbraccio a tutti!

    Paolo Coluzzi
    (’74-’79)

    Commento di Paolo Coluzzi — dicembre 17, 2007 @ 3:31 pm | Rispondi

  3. Hai proprio ragione Paolo, bllisima serata ma come spesso accade per le cose belle….. durano poco!!! Però, dai ha sicuramente riacceso i ricordi, la voglia di rivivere quegli anni…. percui intanto rimaniamo in contatto attraverso il blog, la comunity meetup, e flickr….. e poi chissà ceh il prossimo anno non si possa replicare…

    A presto.

    Commento di izzos — dicembre 17, 2007 @ 9:26 pm | Rispondi

  4. Fantastica! Tra gli organizzatori avevamo qualche perplessità: abbiamo fatto poca pubblicità? A quanto sarà arrivata la notizia? La serata mi ha convinto che gli izzosini avevano voglia di tornare, anzi, se non ci avessero buttato fuori, avremmo potuto restare per altre 4 ore! Il tam tam ha funzionato benissimo: altrettanto farà il blog, se ci abituiamo ad usarlo. Chiedo a chi ha mandato mail alla mailing-list di Venturin di riproporre le proprie meditazioni anche qui! …magari con il proprio nome e l’anno di diploma, per esempio!
    Comincio io angurando buone feste

    Chiara Genovese ’79

    Commento di chiara genovese — dicembre 19, 2007 @ 5:39 pm | Rispondi

  5. Wow, che figata…
    Ho scoperto, però, che tantissima gente non sapeva niente, peccato…
    Un graditisimo tuffo nel passato, riscoprendo visi conosciuti, ma cambiati dal tempo, veramente una bellissima iniziativa da ripetere tra breve…
    Vero roberto?!?

    Commento di chiara — dicembre 20, 2007 @ 7:34 pm | Rispondi

  6. Non penso che il tutto finisca lì……..vediamo se germina qualcosa…..

    Commento di Roberto — dicembre 20, 2007 @ 11:58 pm | Rispondi

  7. beh è stata una botta di energia, altro che tuffo nel passato, c’era un impatto emotivo denso e “presente”, il fatto che tutte quelle persone avessero voglia di incontrarsi, confrontarsi, abbracciarsi è un’esperienza che auguro alle persone che più mi stanno care, poi, dopo aver metabolizzato l’emozione, ci si può permettere di dare spazio ai ricordi, alle riflessioni, ed allora ci si rende conto di quanto l’energia che circolava tra quelle mura ci ha sostenuto poi, negli anni, nel mondo, nelle varie situazioni della vita…
    dora palermo

    Commento di dora palermo — dicembre 21, 2007 @ 10:52 pm | Rispondi

  8. 16 dicembre 2007

    …e…rifletto sui trent’anni passati da quando ho lasciato l’IZZOS.

    Già…
    … terminato l’esame di maturità, finite le superiori, la sensazione è stata quella della perdita, quasi del lutto, sedato, negato, annichilito nell’iperattività, nell’allontanamento forzoso dovuto al servizio militare, nell’incapacità di scegliere una via, di operare scelte definitive.
    L’Università era tutto tranne che multidisciplinare.
    Troppo giovane, incapace di sopperire con la disciplina alla mancanza di stimoli e alla noia di lezioni proposte come merce sugli scaffali di un negozio, ho lasciato scemare la voglia di continuare gli studi, mettendo a dura prova anche i miei genitori.
    Le scelte, e le mancate scelte, degli anni seguenti sono il frutto di quegli anni di …vita (stavo per scrivere scuola), dell’incapacità dei genitori , perlomeno dei miei, di comprendere e condividere il percorso intrapreso da quel figlio, spesso ribelle, sempre contestatore, che dava lettura degli avvenimenti mescolando la storia degli anni precedenti con le notizie economiche e con le dichiarazioni assurde, allora come oggi, dei politici; sono il frutto dell’eterna indecisione che deriva anche dal fatto di essere riusciti a venirne fuori.
    Nonostante tutto, svolgo una professione che, ho scoperto leggendo il libro, era uno dei target dell’indirizzo sociale….sarà un caso o merito di chi ha tanto contribuito alla mia formazione.

    Oggi tutti ricordano l’autogestione e le lotte dell’anno scolastico 78/79.
    Ricordo la determinazione nel continuare a studiare, ma anche la mia paura -nel 1978- di non riuscire ad avere un diploma. Il ministero aveva chiuso ogni disponibilità a rilasciare diplomi “speciali”; così, dopo 2 anni splendidi di sperimentazione nello specifico “sociale” ci siamo ritrovati, all’inizio dell’ultimo anno, di fronte ad una scelta obbligata: se vi va prendete il diploma magistrale, altrimenti……nulla!
    Ricordo la rabbia, la frustrazione, la mancanza di tempo per “protestare”, la difficoltà a trovare la motivazione per continuare a studiare e la speranza di trovare una soluzione; ricordo un’assemblea, dove un genitore chiese a tutti, ma più che altro a noi studenti: “che cosa intendete fare” e ricordo che qualcuno rispose “continuare i nostri programmi di studio; andiamo avanti” e il genitore: “e se non vi riconoscono un diploma?” risposta “occuperemo la scuola” e il genitore: “se occuperete la scuola verremo a tiravi fuori”……..silenzio di tomba; ….quante decisioni, incomprensioni, scelte da fare in un attimo.
    Ricordo quello che pensai e, forse, dissi ad alta: “Vi aspetteremo e dovrete tirarci fuori”.

    Si perché nonostante quella prima classe di maturandi non avesse il tempo materiale per chiedere che gli venisse riconosciuto lo studio ed il lavoro svolti (tanto di entrambi ma esercitati con la soddisfazione e la consapevolezza di lavorare bene e di acquisire conoscenze e competenze), c’erano gli altri, gli amici e compagni che venivano dopo di noi.
    Amici, compagni di scuola, di lavoro, persone… con le quali abbiamo condiviso tanto…..che avevano la possibilità di lottare per affermare che il lavoro fatto meritava di essere riconosciuto, se necessario con un nuovo diploma.

    Tutto passato ma tutto ancora vivo.

    “La notte dell’ IZZOS” c’era elettricità nell’aria.
    Ho ritrovato amici e professori, ho riannodato relazioni, come se …..fosse intercorsa una ricreazione, come se il tempo e le nostre vite non si fossero interposte per tanto tempo tra noi.

    Nessuno voleva che la serata terminasse e non deve terminare.

    Nei locali di Bollate e dei paesi limitrofi, quando entravi per cercare un tavolo, rivedevi compagni di scuola e volava la battuta “basta gente dell’IZZOS”.

    Il 14 dicembre ho ritrovato una parte di me che era perduta e che non voglio perdere di nuovo. Ho ritrovato amici con i quali mi piacerebbe condividere nuovamente idee e progetti.

    Chi ha dedicato tempo e lavoro per farci ritrovare, secondo me, ha un grande merito: il 14 dicembre non è stata una serata di ricordi, ma una serata di …rinascita.

    Claudio.

    Commento di Claudio Narduzzo — dicembre 22, 2007 @ 4:26 pm | Rispondi

  9. Il fatto che uno come me scriva per commentare l’evento , vuol dire che veramente è stata una cosa estremamente positiva e apprezzabile . Abituato a contenere le emozioni e schivo da “promozioni” retoriche , di fronte ad una manifestazione di questo tipo , devo dire di essere stato felicemente coinvolto. Questa ricchezza di relazioni sociali deve diventare anche una sorta di comunità solidale tra tutti gli appartenenti , e propongo di organizzare un archivio con tutti gli “ALUMNI” e PROFESSORI ,a disposizione di tutti coloro che hanno frequentato .

    Commento di marcello passagrilli — dicembre 22, 2007 @ 5:23 pm | Rispondi

  10. Sono stata autorizzata a inviare queste parole di Giuseppe Rinarelli che il 19 dicembre 2007 scriveva

    Un enorme grazie a voi per aver organizzato una serata davvero memorabile.
    Un ritrovo senza nostalgia ma con tantisssimi ricordi. Belli non solo
    perchè legati alla gioventù ma perchè pieni di senso e di vera passione per
    la vita e le cose.
    Quella scuola per molti di noi non fu soltanto un luogo di studio ma una
    vera fucina di lavoro per capire chi c’era dentro di noi.
    Senza quella esperienza non sarei mai stato completo.
    Siamo stati fortunati, sono stato molto fortunato.

    Grazie a tutti voi!
    Giuseppe (Rina)

    Un particolare grazie devo farlo a Claudio Migliavacca che ha avuto in
    tempi non sospetti la genialità e la lungimiranza di capire che si
    “scolpiva” un pò la storia immortalandoci in così tante foto.
    Fantastico Claudio!

    PS
    Nel libro il ragazzo di spalle che schiaccia la palla nel campo avversario
    sono io!!!

    Commento di chiara genovese — dicembre 22, 2007 @ 8:23 pm | Rispondi

  11. Qualche giorno fa ho parlato con i membri dell’associazione genitori del Primo Levi che, in occasione della festa, ci hanno aiutato a distribuire i libri (un grosso ringraziamento va a loro e al comitato genitori dell’Erasmo da Rotterdam, che si sono premurati di raccogliere firme e indirizzi che potranno servire per una prossima occasione di festa).
    Mi hanno detto di essersi commossi e aver gioito con noi per l’evento: erano stupiti che oltre agli ex-alunni e agli ex-insegnanti, ci fossero anche gli ex-bidelli o segretari! Insomma, anche chi non era della scuola ha apprezzato l’energia che la festa ha espresso!
    Auguri a tutti, ma soprattutto a Venturin
    Chiara ’79

    Commento di chiara genovese — dicembre 23, 2007 @ 3:19 pm | Rispondi

  12. Mauro Mattioli il giorno dopo la festa mi ha mandato una mail in cui ipotizzava “la quantità di gente venuta, unita allo spirito con cui è venuta (grande voglia di comunicare, senso palpabile e serio di uno spirito comune) mi fanno pensare che ci potrebbe forse essere spazio per costituire qualcosa come una “Libera associazione amici dell’IZZOS” (LAADI) che unisca prof/studenti/genitori/non docenti/presidi sia ex che in trincea e si proponga iniziative varie come: convegni a tema, una rivista, borse di studio, sostegni o stimoli a iniziative innovative, e via così.
    “(ve la passo senza chiedere il suo permesso….).
    Leggendo i commenti-pensieri-testimonianze-confidenze che precedono mi sembra che la possibilità sia reale…provate a pensare una (per cominciare…) o più giornate (in futuro..) in cui le due scuole dedicano il tempo scolastico a gruppi di studio, conferenze, esperienze condivise… il tutto potrebbe esssere gestito da ex e attuali studenti, ex e attuali docenti, ex e attuali genitori, ex e attuali non docenti……
    Non semplce da ideare, organizzare, gestire….
    vediamo se nasce un gruppo che si propone di attuare il progetto….(potremmo chiamare il gruppo “LAAdI”nel frattempo cerchiamo di allargare il dibattito, e (grazie a Marco Gialdi…) di vedere quante porte si aprono…
    Buone feste a tutti
    Roberto V.
    (naturalmente mi piacerebbe giocare in questa avventura un ruolo non dirigenziale…..)

    Commento di Roberto V — dicembre 23, 2007 @ 4:08 pm | Rispondi

  13. P.S.
    L’idea della “giornata / giornate è di Joseph Rossetto…
    Visto che gestire 2000 e passa studenti e un numero imprecisato di strutture in attività alternative può risultare cosa assai complessa.. il primo passo penso debba essere chiarire le esigenze e le finalità… sulla base di queste può nascere un grupo (anche grande…), l’associazione, iniziare con qualche proposta ristretta….ecc.. senza fretta…..
    o no ??

    Commento di Roberto V — dicembre 23, 2007 @ 7:32 pm | Rispondi

  14. grazie a chi ha organizzato questo fantastico evento e grazie a tutti coloro che hanno contribuito alla sua fantastica realizzazione. grazie a tutti i ” ragazzi” di ITSOS che hanno partecipato. Io c’ero e ho atteso il 14 dicembre con agitazione, pensando a quanti dopo tanti anni nn mi avrebbero riconosciuta…mi sono dovuta ricredere: dopo quasi 30 anni (mi sono diplomata nel 1982), sembrava proprio che fosse trascorsa solo una ricreazione…riprendo le parole di Claudio Narduzzo ( Cippalippa, se non sbaglio) anche perchè è uno dei molti che nn sono riuscita a vedere o riconoscere nella folla! Qualcuno ha detto che la serata è stata troppo breve: è vero, troppo breve! Avrei avuto bisogno di più tempo per frugare meglio fra la folla e incrociare molti più occhi di quanti non ne sia riuscita. Questo il mio unico cruccio: non essere riuscita ad abbracciare tutti quelli che ricordo con affetto. Confido in una nuova serie di incontri, magari proprio sotto l’insegna di LAADI. Un bacio e un grande abbraccio a tutti. Anto

    Commento di antonietta arnese — dicembre 27, 2007 @ 4:46 pm | Rispondi

  15. E’ l’ultimo giorno dell’anno.
    A tutti quelli che hanno lavorato, dedicato tempo e passione per farci re-incontrare, voglio esprimere il mio ringraziamento.
    A loro e a tutti gli amici ritrovati i migliori auguri per il nuovo anno e la mia disponibilità a fare qualche cosa insieme.
    Non mi illudo sul fatto che non sarà “tutti insieme”; esistono i locomotori, così come i vagoni ma gli uni senza gli altri, non sono un treno.
    Il treno è ripartito ed io sono a bordo.
    Vediamo chi c’e e come organizzare il viaggio.

    Claudio.

    P.S.: Cippalippa è il soprannome che un EX AMICO mi aveva dato e veniva usato solo da chi, come il mio EX AMICO, viveva ad Arese. Ho sempre ODIATO quel soprannome e, da tempo, non rispondo più a chi mi chiama così (Anto non lo sapeva e, per questa volta è scusata – baci).

    Commento di Claudio Narduzzo — dicembre 31, 2007 @ 1:20 pm | Rispondi

  16. Caro Prof. Venturin,
    ti ricordo sempre con molta simpatia e affetto e un’osservazione che tu mi facesti circa il mio individualismo (avevo 14/15 anni – anni ’81/82) mi è venuta spesso in mente negli anni a seguire sia pure in modi diversi. E ho anche riletto la storiella dell’ubriaco che apriva il testo base di sociologia che usavamo e i Mundugumor, i Ciambuli e gli Arapesh della Mead a cui mi ero appassionata.
    Spero che tu stia bene, che abbia sempre quello sguardo ironico e buono con cui ci guardavi. Non sono venuta all'”evento” perchè abito a Roma e tengo famiglia.
    Ti abbraccio e penso a come era bella la scuola a quei tempi sperando che i miei figli possano incrociare sulla loro strada qualche professore come te e come il prof. di filosofia siciliano, non tanto giovane che ci diceva sembre “dove vuole andare a parare?” pronunciando quasi “barare”. Te lo ricordi il nome?
    Ciao, Grazia Lupo

    Commento di grazia lupo — gennaio 16, 2008 @ 2:10 pm | Rispondi

  17. un’emozione fortissima, un grazie enorme agli organizzatori, un ritrovare valori importanti che nella frenesia della vita di oggi a volta si dimenticano – disponibile a qualsiasi iniziativa

    francesca diploma 1984

    Commento di francesca — febbraio 14, 2008 @ 5:53 pm | Rispondi

  18. io non c’ero!

    Sono passati solo 18 anni, non 30 dal mio diploma ma l’emozione di leggere un post di Roberto Venturin e Marcello Passagrilli è enorme.

    I miei anni sono stati quelli della divisione (ero addirittura Rappresentante di Istituto l’anno della “finta” votazione), gli anni in cui l’ordine e il rigore del Preside Valentini si contrapponeva alla fantastica logica di Checchini, alla fantasia di Venturin, all’essere sempre sulle nuvole di Passagrilli (sorry 🙂 e alle rotture di scatole di Minotti.

    Non erano gli anni ’70: gli insegnanti cominciavano ad essere stanchi, demotivati e frustrati. Molti ci dicevano che la nostra classe avrebbe chiuso un ciclo storico, probabilmente iniziato con voi … erano orgogliosi di voi.

    Era la fine degli anni ’80 e noi eravamo il Sociale 3 (classi di base A e B), non avevamo il libro di Diritto perchè Ioppolo preferiva improvvisare per poter colpire meglio il nostro traballante senso del pudore e della giustizia, eravamo spesso spiati inconsapevolmente dalla telecamera di Roberto abbandonata sulla scrivania e la Lori Scalcon ci portava in giro per Milano per farci osservare tetti e terrazze. Di quella splendida donna/insegnante che è Elisa Corradi ho ricordi che vanno oltre gli anni di scuola …

    Vorrei che a tutto il corpo docente di allora arrivasse il mio GRAZIE!
    Purtroppo non ho mai avuto occasione di dirvi quanto vi devo e soprattutto cosa vi devo, forse un giorno … o dal vivo o su un altro post 🙂

    Ancora grazie per esserci stati

    Roberta Parazzani
    3/4/5 A – Sociale 3

    Commento di Roberta Parazzani — giugno 27, 2008 @ 3:36 pm | Rispondi

  19. Ultimo giorno di vacanza…domani si torna a scuola, cari “ex” noi che programmi abbiamo?

    Un caro saluto a tutti gli Izzosi.

    Valeria

    Commento di Valeria Masiello — settembre 7, 2008 @ 12:34 pm | Rispondi

  20. Ciao a tutti.
    Da tempo non scriviamo nulla qui ma oggi mi sembra giusto ricordare Cesare Freddi.
    Cesare ci ha lasciati.
    Ci ha guidati e si è battuto per realizzare un progetto di cui tutti noi abbiamo fatto parte e che ci ha fatti diventare ciò che siamo oggi.
    Grazie Cesare.
    Mi mancherai.

    Commento di Claudio Narduzzo — dicembre 22, 2014 @ 10:07 am | Rispondi


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